Che ora è ?

lunedì 28 ottobre 2013

Un mito su una croce di una tomba: l’antologia Spoon River


Duecentoquaranta voci. Duecentoquaranta voci provenienti da un piccolo cimitero di un villaggio immaginario attraversato dal fiume Spoon, nell’Illinois. Sotto le lapidi, sparse fra il verde della collina,” dormono, dormono, dormono” i morti dell’Antologia di Spoon River.E’ il 1914 quando Edgar Lee Masters scrive a poco a poco le sue poesie in forma di epitaffio, per raccontare le storie del suo villaggio. Dopo la prima pubblicazione sul giornale di St. Louis, il poeta, affamato di storie di vita, comincia a scrivere senza sosta sui menù dei ristoranti, sui giornali, sui rovesci delle buste. Così nacque l’Antologia di Spoon River, la raccolta di duecentoquaranta poesie, che chiunque in America sapesse leggere, almeno una volta, l’aveva letta. Edgar Lee Masters immagina un villaggio, una collina, ed un cimitero. Resuscita le anime e come un maestro d’orchestra dirige i morti, donando voce ad ognuno di essi per svelare la loro umile vita.

domenica 27 ottobre 2013

La morte del regista Luigi Magni. Ne parliamo con Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni: “Dal  regista allo sceneggiatore tra storia  e letteratura: una magistrale testimonianza”
 A cura di  Manuela Achab

 Molti film di Luigi Magni sono “pezzi” di storia, di letteratura, di ironia, di  leggere il mondo cattolico attraverso i fatti che diventano ironia. Luigi Magni è morto a 85 anni.  Restano le sue regie, le sue sceneggiature, le sue collaborazioni. Un regista che ha raccontato come se il tutto fosse in una cronaca che diventa storia e la storia è storia di fatti e di interpretazioni.
Lo scrittore Pierfranco Bruni, che per conto del Sindacato Libero Scrittori Italiani, si è occupato del rapporto tra letteratura e cinema ha risposto ad alcune nostre domande.

Raccontando Franco Califano di Pierfranco Bruni - Un libro completamente originale su Franco Califano scritto da Pierfranco Bruni


Gigi Marzullo: “Chi conosce Pierfranco Bruni, come me, sa che questo suo libro dedicato a Franco Califano è stato scritto con il cuore e con l’approccio critico di uno scrittore che misura le parole passo dopo passo”.

Presentazione  di Gigi Marzullo

Viaggiare tra le pagine che Pierfranco Bruni dedica a Franco Califano non è un raccontare la vita di Franco Califano. In questo libro non c’è una biografia tout court. Piuttosto si tratta di un intrecciare le emozioni, catturarle, dando un senso alle parole. Vorrei dire alla parola che è sempre un’espressione di un recitativo sia poetico, sia musicale, sia esistenziale.

La pietra dell’alchimia del poeta Antony Garçia morto recentemente

La sua poesia un omaggio alla pietra dell’alchimia di Tommaso D’Aquino. Il mistero e l’indefinibile amore nei suoi versi

di Pierfranco Bruni

Ho avuto modo di conoscere Antony Garçia, il poeta del sublime, il poeta che faceva danzare le parole sui cocci di vetri appuntiti, il poeta che negli orizzonti dell’Occidente era riuscito a vivere il canto di un mondo Arabo e Andaluso, i cui intrecci con i vari Mediterranei restano voci di fuoco, il poeta che si era affidato alla pazienza buddista per ascoltare le voci delle onde.

martedì 22 ottobre 2013

Non è mai troppo tardi


di Filomena Russo

Non è mai troppo tardi” era il titolo di un programma televisivo di molti anni fa. Lo conduceva il Maestro Manzi, con passione e competenza; era un programma pedagogico rivolto al grande pubblico contro l’ analfabetismo. In più, i programmi televisivi di quel tempo vertevano soprattutto sulle opere letterarie e, non era un caso che ci si imbattesse nelle opere di Dante, Boccaccio, Tasso, Ariosto, Verga, Pirandello, Shakespeare….. ed altri importanti autori della letteratura internazionale. Tutto ciò stimolava il pubblico televisivo ad approfondire la conoscenza di certi autori che, unitamente a quanto si studiava a scuola, dava la possibilità di crescere, appassionandosi all’apprendimento della letteratura e non solo.

Siamo tutti narcisisti…Viva Narciso!



Ho sempre trovato strano come "Belle" si potesse innamorare della "Bestia": insomma erano così diversi, così antitetici, eppure l’amore aveva superato l’inumanità della bestia e i suoi modi bruschi, attributi che gli erano stati imposti con un sortilegio da una strega che desiderava dare un importante insegnamento all’arrogante principe ma nel peggiore dei modi. In realtà lei non fece altro che portare alla luce ciò che il principe era in realtà, in altre parole un essere superbo, insolente e maleducato, manifestandolo anche nel suo aspetto esteriore. La vera bellezza si trova nel cuore” con queste parole la strega aveva cercato di convincere il principe a concederle un po’ di gentilezza, ospitandola per la notte, rifiutatale per le sue sembianze sgradevoli.

lunedì 21 ottobre 2013

Geppo Tedeschi, a 20 anni dalla morte, tra i suonatori ambulanti di fiere e feste

di Pierfranco Bruni 
La tensione armonica e il gesto libero nella poesia di Geppo Tedeschi, nato a Tresilico nel 1907 e morto nel 1993, (siamo a venti anni dalla morte), formano un circuito dove la parola si incontra col dettato poetico. il gesto è nella parola. La parola compie un gesto. Vi è, dunque, una armonia che si stende lungo un tracciato che ha sostanzialmente un peso dovuto sia al tipo di ricerca che all’individuazione di una identità culturale. E questa identità è una identità futurista.

Nel mio Oriente Non so se la luna è ad Oriente…

di Pierfranco Bruni

Mi parlavi ancora più piano. Eravamo tra le strade di Scutari. 
Il tuo sorriso mi scorreva tra gli sguardi. Eri bella. 
Con il foulard che ti copriva il capo e gli occhi erano due stelle nel tramonto.
      Ci siamo detti parole e ci siamo offerti silenzi.

      E poi: “Cancellare il tempo e vivere il presente come se fosse il sempre. Cancellare lo strazio della perdita e lacerare le lontananze per restare nell’immobilità. Non so a quale tempo io possa riferirmi. Certo, c’è sempre il tempo delle nostalgie. Ma, credimi, le nostalgie sono un tempo e restano dentro i vari tempi della vita e non bastano le parole a spiegarlo. Non bastano le parole a farci capire…”.

martedì 15 ottobre 2013

Serenità e grazia nella poesia cavalleresca



"Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto"…


L’incipit del poema “Orlando Furioso”,non è solo versi, ma musica che attrae lo spirito,armonia che solletica l’animo, serenità che conquista il cuore,fantasia che trasporta il corpo.Ludovico Ariosto (1474-1533), definito da Vittorio Alfieri, in un celebre sonetto delle sue Rime, come l’”italo Omero”, è indubbiamente uno tra i più geniali e più fantasiosi poeti della letteratura italiana. Il suo poema cavalleresco, Orlando Furioso, è un’opera davvero mirabile, prodigiosa, che si snoda attraverso un coacervo innumerevole di episodi, personaggi, novelle ed eroi, in un vero e proprio groviglio inestricabile di duelli, apparizioni, amori, magie, battaglie, fughe, incantesimi, viaggi e pazzie che solo l’abilità geniale dell’Ariosto riusciva a districare,

mercoledì 9 ottobre 2013

Lettera dal passato di un “ talebano “ occidentale.



“Cara Maria,
scommetto che Diogene, se fosse ancora vivo, girando col lanternino tra la massa, oggi, anziché un uomo cercherebbe « una donna ». E c'impiegherebbe un bel po', prima di trovarla. Non esagero di molto: siamo sinceri, in fatto di “mascolinizzazione” si sta eccedendo. Eppure, non sarebbe difficile impostare la cosa in questi termini: la donna è uguale all'uomo solo per la sua umanità, per la sua anima, per il suo destino, ma è diversa per il suo fisico, per i suoi sentimenti, per le sue attitudini, per le sue funzioni, per la sua missione. La donna non è inferiore all'uomo, ma soltanto diversa; e la sua opera non meno che quella dell'uomo è grande, necessaria e sublime. Ma è dìversa anche quella. L'uomo e la donna, insomma, non devono sforzarsi di diventare « uguali » ma di completarsi a vicenda. Perché ci si scalmana tanto, per rivendicare i diritti sugli uomini?.

martedì 8 ottobre 2013

L’amore conosce sempre la morte… Lettera ad Eleonora sull’oblio

di Pierfranco Bruni

Eleonora mia cara,

non pensavo di scriverti una nuova lettera. Una lettera, se così vogliamo chiamarla, intorno al disamore o, diciamo, forse dico, intorno al mistero di un amore che diventa disamore.
Una volta, sorridendo, mi dicesti che ogni amore conosce anche le stanze del disamore.
Tanto è intensa l’attrazione tanto si scivola nell’oblio.
Forse avresti voluto dire che ci si avvia verso le strade dell’indifferenza. Può essere. È così.

lunedì 7 ottobre 2013

Il popolo Armeno. Una etnia cristiana che si racconta

di Pierfranco Bruni 

La cultura armena dopo essere entrata nell’immaginario delle contaminazioni e dopo aver creato, in tempi recenti, un processo dialettico partendo da un testo di letteratura come quello di Antonia Arslam (“La masseria delle allodole”) costituisce non solo una chiave di lettura per approfondire l’articolata tematica del genocidio armeno del primissimo Novecento ma definisce un rapporto tra la storia Turca – Armena o la storia Armena nella storia Ottomana e l’Occidente. Non si può comprendere l’eredità armena, è stato il primo popolo e la prima civiltà – identità cristiana, non solo al di fuori della Turchia ma anche al di fuori di una interpretazione che debba sempre più coinvolgere nel confronto internazionale la Nazione Turca e la cultura armena su una visione che è quella etnica.

venerdì 4 ottobre 2013

La penombra della memoria e l’errore della mente


Si è cercato nel corso degli anni di sintetizzare il pensiero di Eraclito nel celebre aforisma: , πάντα ε ς ποταμός ovvero tutto scorre come un fiume. Perchè lo dico? Di certo non perchè credo di aver scoperto qualcosa di ignoto ai più, anzi. Lo dico perchè penso che oggi, in un certo senso, tutto scorra. Ma non nel senso inteso da Eraclito, il divenire, la continua trasformazione delle cose. Nel senso che tutto ci scorre addosso, in un unico senso: quello dell’indifferenza usata come scudo egoistico davanti al declino costante che attanaglia tutto.Non siamo più capaci di provare rabbia, indignazione, sdegno, davanti a cose che in nessuna persona sana e cosciente posso provocare cose diverse dalle su citate reazioni. E non succede solo una cosa di questo tipo, nè solo due, nè tre, nè dieci. Ne succedono a migliaia.

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ATTENZIONE! Gli articoli che non trovate qui sono su ORAQUADRA.IT

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Questo Blog ha subito una trasformazione, in questo spazio ci si occuperà solo di Spettacolo, Cultura, Sport e Tempo libero. Ho deciso di aprirlo agli operatori culturali e sportivi che con una mail di richiesta possono diventare collaboratori autonomi e quindi inserire liberamente prose, poesie, ma anche report di manifestazioni che riguardano il nostro territorio, oppure annunci di eventi o racconti dove la nostra gente è stata protagonista. Scrivete quindi a lillidamicis@libero.it, vi aspetto!!!

LIBERTÀ DI PENSIERO

"Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
la follia e il mistero".
Pierpaolo Pasolini
scrittore
ammazzato nel novembre del 1975

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EINSTEIN DICEVA SPESSO

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.