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martedì 6 novembre 2012

If di Rudjard Kipling


 La poesia che si ispira a degli insegnamenti che provengono dal cuore, diviene valore  universale ed assurge ad achetipo. Ecco un esempio .
 Nel 1895  Rudjard Kipling scriveva una bellissima poesia "If" dedicata al figlio John,che morirà in battaglia nel 1915.
E' una poesia che ogni padre dovrebbe dedicare ed inviare al proprio figlio.
 La poesia è stata tradotta e pubblicate nel 1916 anche da Antonio Gramsci su "Avanti! cronache torinesi" del 1916 col titolo " Se- Breviario per laici".

 Ecco la traduzione di Gramsci:

Se puoi conservarti calmo, mentre tutti attorno a te hanno perduto la testa, e dicono che ciò è per colpa tua,


Se sei sicuro di te mentre tutti ne dubitano, e tuttavia puoi trovare delle scuse per questo dubbio,

Se puoi aspettare, senza stancarti di aspettare,

Se vivendo in mezzo alla menzogna non menti,

O, essendo odiato, non ti lasci trasportare dall'odio, non avendo l'aria, pertanto, di essere né troppo buono, né troppo saggio,

Se puoi sognare senza essere schiavo del tuo sogno,

Se sai pensare, senza fare del pensiero il solo scopo della tua vita,

Se, imbattendoti nel successo o nel disastro, tu tratti questi due impostori allo stesso modo,

Se puoi sentirti ripetere la verità che hai espresso, imbellettata dai furbi per prendere intrappola gli scemi,

Se puoi guardare le cose che hai creato spezzarsi, e se, abbassandoti, tu le ricostruisci con strumenti già usati,

Se puoi fare un mucchio di tutti i tuoi guadagni, arrischiarli con un sol colpo di fortuna, gettare il dado, perderli, e ricominciare tutto dal principio, senza mai dir parola sulla tua perdita,

Se puoi costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli, a servirti a lungo, anche dopo che essi si sono logorati, e così tener fermo, quando non avrai in te altro che la volontà che dice al resto: sii fermo,

Se puoi parlare alle moltitudini conservando la tua virtù, e parlare con i re conservando il senso comune,

Se un nemico non può ferirti, e neppure un amico,

Se tutti gli uomini hanno un valore per te, ma nessuno di essi troppo,

Se riesci a riempire il minuto che non perdona con sessanta secondi che valgono la distanza percorsa...

Allora la terra sarà tua e tutto ciò che essa contiene, e, ciò che piú importa, tu sarai un Uomo, figlio mio.
Il video seguente, tratto dalla trasmissione televisiva "Senza rete" del 1975, ci fa riascoltare una bella interpretazione di quella poesia a cura dell'indimenticabile  Alberto Lupo.


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Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà,
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ammazzato nel novembre del 1975

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